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domenica 25 febbraio 2018

La multa a Cuban: il problema del tanking non si risolve ignorandolo

Mark Cuban ha vissuto una settimana infernale: un'indagine di Sports Illustrated ha smascherato una cultura da "Animal House", come è stata etichettata negli uffici dei Dallas Mavericks, con reiterate, sgradevoli storie di molestie a sfondo sessuale per le quali ha dovuto scusarsi e licenziare persone autoaccusandosi delle mancanze del sistema di controllo. Nel frattempo aveva avuto la cattiva idea di ammettere, in un'intervista radiofonica concessa a Julius Erving, nientemeno, che la miglior opzione per i Mavs è perdere il maggior numero possibile di partite. La dichiarazione gli è costata 600.000 dollari. La più alta multa mai comminata ad un proprietario. Ritocca il mezzo milione che gli venne inflitto per aver attaccato l'allora responsabile degli arbitri Ed Rush.

lunedì 5 dicembre 2016

NBA WEEK 6/c: a Dallas conviene fare "tanking"?

 Mark Cuban ha negato che i Dallas Mavericks possano essere interessati a estrarre dal cilindro di questa stagione una sorta di "tanking job" per scegliere molto in alto nel prossimo draft e ricostruire. Cuban è abbastanza pratico e moderno da considerare l'opzione. Ed è abbastanza furbo da negare di averlo fatto. Ma i motivi addotti meritano un'analisi. Banale e scontato ricordare che perdere non assicura la prima o seconda chiamata. Lo è anche notare che per quanto quotato il prossimo draft non offra LeBron James o Shaquille O'Neal o Tim Duncan ovvero giocatori per i quali varrebbe la pena compiere qualsiasi sacrificio. Ma è molto interessante Cuban quando dice che giocare per non vincere sviluppa cattivi abiti nei giocatori. Fallo diventare uno status mentale e finisci per allevare giocatori perdenti che non saranno mai capaci di vincere.