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martedì 11 aprile 2017

Rookie dell'anno: giusto o no nessuno è paragonabile a Embiid

Rookie dell'anno: Joel Embiid
E' la scelta più attaccabile. Embiid ha giocato solo 31 partite. Non dovrebbero bastare per vincere un premio ma il livello cui si è espresso è talmente superiore a qualsiasi altro potenziale candidato che non vedo un'alternativa credibile. E' stata una classe di rookie deturpata dall'indisponibilità di Ben Simmons ma anche da una certa mediocrità che forse è casuale o forse il frutto dell'eccessiva impreparazione di un esercito di giocatori che hanno speso un solo anno al college. Non so se sia giusto che diano il premio a Embiid ma non sono certo che lo sarebbe darlo ad un altro.

sabato 11 marzo 2017

Perché ora Dallas ha un futuro promettente

La grandezza di Dirk Nowitzki non è solo nei 30.000 punti segnati in carriera: solo cinque giocatori hanno fatto meglio. Nowitzki ha speso tutta la sua carriera nella stessa squadra e anche questa è un'impresa. Giocherà ancora un anno. È stato forte, incredibilmente longevo e superbamente preparato. Finirà di giocare a 40 anni senza aver mai subito infortuni seri, significativi. Non è stato il primo o l'unico MVP non americano (Tim Duncan, Steve Nash). Non è stato il primo MVP della Finale prodotto dal sistema europeo (Tony Parker). Ma Duncan e Nash hanno giocato quattro anni al college. Parker è figlio di un ex giocatore americano e ha respirato la cultura del playground nelle sue estati a Chicago. Nowitzki è arrivato a Dallas nel 1998 quando gli europei non erano ancora stati sdoganati come potenziali uomini franchigia.