(Aggiornamento dopo i playoffs). Considero Billy Donovan un candidato credibile come allenatore dell'anno perché a dispetto della presenza di Russell Westbrook, i Thunder avevano difetti enormi che di norma nella NBA non riesci a soverchiare: uno starter nella posizione di ala piccola che gioca fuori ruolo ed è offensivamente impresentabile (Andre Roberson è un tiratore inguardabile - va detto anche dopo una serie in cui a tratti ha tirato in modo sorprendent da tre - ed una delle poche guardie della storia NBA su cui puoi efficacemente fare "hacking") per quanto sia difensore da primo o secondo quintetto All-Defense; uno dei roster più giovani della Lega (almeno sei giocatori della rotazione sono Under 25), una panchina da D-League (senza Westbrook OKC non poteva quasi stare in campo e la totale assenza di un point-man credibile contro Houston è stata letale) e la totale assenza di tiro da tre che ha permesso alle avversarie di riempire l'area eliminando il pick and roll Westbrook-Adams. Con una buona difesa, tanto contropiede, le scorribande di Westbrook e il tiro dalla media di Oladipo, una squadra con difetti enormi e facilmente individuabili ha raggiunto i playoffs ed è stata competitiva in quattro gare su cinque. Ha vinto anche 47 partite. Nell'anno in cui hai perso un Kevin Durant fare di più sarebbe stato eroico.
Opinioni, analisi e i miei libri: il mondo del basket americano visto da me di Claudio Limardi
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mercoledì 26 aprile 2017
giovedì 2 febbraio 2017
NBA WEEK 14/c: la pazzia di Kanter danneggerà la stagione di Westbrook?
Russell Westbrook ha quattro obiettivi individuali da qui alla fine della regular season (nessuno dichiarato): vincere il trofeo di MVP, finire la stagione in tripla doppia, vincere la classifica marcatori e vincere la classifica degli assist. Tutti e quattro i traguardi sono raggiungibili e gli ultimi tre possono influenzare il raggiungimento del primo. Ma il gesto suicida di Enes Kanter (si è procurato la frattura dell'avambraccio a causa di un pugno di frustrazione sferrato contro una sedia metallica che ha "risposto" nel modo sbagliato) potrebbe incidere sulla sua stagione storica?
lunedì 5 dicembre 2016
NBA WEEK 6/b: quale futuro per DeMarcus Cousins?
DeMarcus Cousins diventerà free-agent nel 2018 +ma ci sono molti motivi
per pensare che non arriverà a quel giorno con la maglia dei Sacramento
Kings addosso. Cousins è il miglior giocatore nella NBA attuale che non
abbia mai neppure sfiorato i playoffs. E a dispetto delle cifre - spesso
esibite per ricordare quanto sia fortr Anthony Davis - che nel suo caso
sembrano secondarie rispetto al temperamento o la reputazione, i falli
tecnici o le dichiarazioni fuori luogo. Come quando ha ammesso che il
suo sogno sarebbe giocare di muovo assieme a John Wall. E magari anche a
Eric Bledsoe. Tutti e tre erano insieme a Kentucky. Tutti e tre
andarono via dopo un anno. Tutti e tre furono prime scelte. Tutti e tre
si sentono incompresi e giocano per squadre che probabilmente non
giocheranno i playoffs e vanno costantemente monitorate sul mercato.
Cercando i nomi di giocatori che potrebbero cambiare squadra a breve
loro tre figurano ai primi posti. Cousins al primo.
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