Un anno fa gli OKC Thunder cedetteto Serge Ibaka a Orlando in cambio di Victor Oladipo, Domantas Sabonis e Ersan Ilyasova. Successivamente girarono Ilyasova a Philadelphia in cambio di Jerani Grant. Oggi con Oladipo e Sabonis si sono assicurati Paul George. È un Paul George in scadenza di contratto ma lo era anche Ibaka. In pratica hanno trasformato Ibaka in George e Grant. È ovvio che comunque vada a finire hanno vinto la trade, che l'avversario in questione sia considerato Indiana o Orlando. I Magic avevano Oladipo, Sabonis e Ilyasova e adesso hanno in pratica Terrence Ross. Normale che Rob Hennigan, il general manager, sia stato avvicendato.
Opinioni, analisi e i miei libri: il mondo del basket americano visto da me di Claudio Limardi
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domenica 2 luglio 2017
mercoledì 26 aprile 2017
Ora OKC torna nelle mani di Russell Westbrook
(Aggiornamento dopo i playoffs). Considero Billy Donovan un candidato credibile come allenatore dell'anno perché a dispetto della presenza di Russell Westbrook, i Thunder avevano difetti enormi che di norma nella NBA non riesci a soverchiare: uno starter nella posizione di ala piccola che gioca fuori ruolo ed è offensivamente impresentabile (Andre Roberson è un tiratore inguardabile - va detto anche dopo una serie in cui a tratti ha tirato in modo sorprendent da tre - ed una delle poche guardie della storia NBA su cui puoi efficacemente fare "hacking") per quanto sia difensore da primo o secondo quintetto All-Defense; uno dei roster più giovani della Lega (almeno sei giocatori della rotazione sono Under 25), una panchina da D-League (senza Westbrook OKC non poteva quasi stare in campo e la totale assenza di un point-man credibile contro Houston è stata letale) e la totale assenza di tiro da tre che ha permesso alle avversarie di riempire l'area eliminando il pick and roll Westbrook-Adams. Con una buona difesa, tanto contropiede, le scorribande di Westbrook e il tiro dalla media di Oladipo, una squadra con difetti enormi e facilmente individuabili ha raggiunto i playoffs ed è stata competitiva in quattro gare su cinque. Ha vinto anche 47 partite. Nell'anno in cui hai perso un Kevin Durant fare di più sarebbe stato eroico.
sabato 25 febbraio 2017
OKC-Westbrook, perché la cessione tornerà di attualità
Considero Billy Donovan un candidato credibile come allenatore dell'anno perché a dispetto della presenza di Russell Westbrook, i Thunder avevano (e hanno) difetti enormi che di norma nella NBA non riesci a soverchiare: uno starter nella posizione di ala piccola che gioca fuori ruolo ed è offensivamente impresentabile (Andre Roberson ha il 24% da tre) per quanto sia difensore da primo o secondo quintetto All-Defense; un rookie da ala forte che nel 2017 tira da tre con il 14% venendo meno a quei compiti da Stretch 4 per i quali è stato scelto (Domas Sabonis); una panchina da D-League (senza Westbrook OKC segna 10 punti per 100 possessi in meno rispetto a quando è in campo lui) specie nell'ultimo periodo giocato senza Enes Kanter (rientrato) e la totale assenza di tiro da tre che ha permesso alle avversarie di riempire l'area eliminando il pick and roll Westbrook-Adams. Con una buona difesa, tanto contropiede, le scorribande di Westbrook e il tiro dalla media di Oladipo, una squadra con difetti enormi e facilmente individuabili è sempre stata saldamente in zona playoffs.
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