Negli ultimi due anni i migliori tre giocatori dei Toronto Raptors sono andati a scadenza di contratto. Ogni singolo contratto in scadenza ha dato la possibilità al general manager Masai Ujiri – una storia incredibile la sua, ragazzo nigeriano emigrato negli Stati Uniti per il college e diventato un top manager nella NBA – di implodere la propria creatura e ripartire da zero prendendo atto che la squadra non era abbastanza forte da superare LeBron James o difendersi dall’ascesa di Boston, per cominciare (ma anche Philadelphia e forse Milwaukee), ma comunque troppo costosa per attrarre free-agent altrui e troppo buona per scegliere in alto nel draft. E invece Ujiri ha confermato le sue star, eseguito un capolavoro nel circondarli di giocatori giovani, a basso costo e futuribili, e ha in mano adesso una squadra che entrerà nei playoff come prima di conference e con la concreta possibilità di approdare per la prima volta nella sua storia in finale.
Opinioni, analisi e i miei libri: il mondo del basket americano visto da me di Claudio Limardi
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venerdì 16 marzo 2018
Ecco come Toronto è diventata la miglior squadra dell'Est
Negli ultimi due anni i migliori tre giocatori dei Toronto Raptors sono andati a scadenza di contratto. Ogni singolo contratto in scadenza ha dato la possibilità al general manager Masai Ujiri – una storia incredibile la sua, ragazzo nigeriano emigrato negli Stati Uniti per il college e diventato un top manager nella NBA – di implodere la propria creatura e ripartire da zero prendendo atto che la squadra non era abbastanza forte da superare LeBron James o difendersi dall’ascesa di Boston, per cominciare (ma anche Philadelphia e forse Milwaukee), ma comunque troppo costosa per attrarre free-agent altrui e troppo buona per scegliere in alto nel draft. E invece Ujiri ha confermato le sue star, eseguito un capolavoro nel circondarli di giocatori giovani, a basso costo e futuribili, e ha in mano adesso una squadra che entrerà nei playoff come prima di conference e con la concreta possibilità di approdare per la prima volta nella sua storia in finale.
venerdì 19 maggio 2017
Mercato dei point-man: Paul, Lowry, Hill e la scelta di San Antonio
Il ruolo di point-man è il più profondo, ricco di talento
nella NBA di oggi e anche probabilmente decisivo. E’ possibile elencare almeno
dieci giocatori del ruolo di livello estremo. La conseguenza è che da un lato non è concepibile costruire una squadra forte senza un interprete top del ruolo
e dall’altro la concorrenza è tremenda. Il prossimo draft tra l’altro prevede
un influsso di talento specifico irreale, senza precedenti il che crea una
situazione di imbarazzo generale. Chi è in scadenza di contratto e ha grandi aspettative
economiche deve anche aspettarsi un po’ di prudenza da parte dei club. Secondo
i “draftologi” stanno per arrivare almeno cinque fuoriclasse del ruolo, poi
magari non saranno tutti fuoriclasse ma il dato è significativo. Quindi il
mercato dei point-man è florido ma al tempo stesso complicato. Ci sono sei
giocatori in diversi momenti della carriera in scadenza di contratto e tante
situazioni intriganti. La più intrigante riguarda i San Antonio Spurs.
lunedì 16 gennaio 2017
NBA WEEK 12/c: le guardie dell'East per l'All-Star Game
Scegliere le guardie della squadra della Eastern Conference
per il prossimo All-Star Game è esercizio complicato perché il ruolo attraversa
una sorta di età dell'oro in cui la profondità è padrona e le tipologie di
giocatore differiscono. Quante guardie credibili giocano a Est? E Giannis
Antetokounmpo va considerato uno di loro nel suo ruolo spurio di point-guard
che gioca accanto ad un'altra point-guard? DeMar DeRozan è chiaramente la
miglior shooting-guard della conference e merita di partire in quintetto ma il
problema è tenere fuori diversi dei primi 25 giocatori in assoluto della Lega.
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