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mercoledì 4 aprile 2018

MVP Review: Anthony Davis è il prototipo del centro moderno


Considerato che i New Orleans Pelicans avrebbero dovuto sparire dalla corsa ai playoffs nel momento stesso in cui hanno perso per infortunio DeMarcus Cousins – i cui numeri restano sensazionali -, la stagione di Anthony Davis – The Brow – è stata naturalmente stupefacente. Non è una sorpresa: Davis è il capostipite della generazione dei centri che possono difendere sul perimetro oltre che al ferro, attaccare dal palleggio oltre che dentro l’area ed essere decentemente pericolosi da fuori. Vengono in mente Karl-Anthony Towns e Joel Embiid. Tutti questi giocatori sono sempre considerati ibridi nel senso che la tendenza è quella di accoppiarli a centri veri, teoricamente deputati a svolgere un po’ di lavoro sporco e fisico, ma il rendimento generalmente è migliore quando possono fare a meno di tale compagnia.

domenica 4 febbraio 2018

Quale futuro per DeMarcus Cousins, i Pelicans e AD?



La rottura del tendine d’Achille che impedirà a DeMarcus Cousins di giocare nel suo quarto All-Star Game consecutive ha potenti ripercussioni sul futuro suo, dei New Orleans Pelicans e di conseguenza del giocatore che tutti i club con aspirazioni di titolo seguono a distanza nel caso dovesse muoversi: Anthony Davis.

lunedì 10 aprile 2017

I miei premi stagionali: Westbrook MVP, Jokic terzo quintetto


MVP: Russell Westbrook
Senza nulla togliere alla strepitosa stagione di James Harden. Quello che ha fatto è sensazionale e gli avrebbe garantito l'MVP in 40 diverse stagioni ma quello che ha fatto Westbrook è unico, senza precedenti reali. Mia classifica dei Top 10: 1 Westbrook, 2 Harden, 3 Leonard, 4 James, 5 Durant, 6 Thomas, 7 Curry, 8 Antetokoumnpo, 9 DeRozan, 10 Wall.

lunedì 20 febbraio 2017

Lo scambio di DMC dal punto di vista dei Pelicans

La realtà degli scambi nella NBA è perversa e ciò che oggi sembra evidente magari viene ribaltato nel corso degli anni anche perché la possibilità di includere scelte negli affari rende i contorni di una contropartita chiari solo dopo anni. E poi gli scambi sono strategici. Non è che a Sacramento pensino di essere più forti oggi che non hanno più DeMarcus Cousins ma prima di definire la sua cessione un suicidio bisogna aspettare che il piano si completi.

lunedì 30 gennaio 2017

NBA WEEK 14/a: l'Ovest è ricco di centri e due fenomeni



La scelta mia personale di selezionare tre centri per la squadra dell'Ovest del prossimo All-Star Game serve per fare il punto sulla situazione di un ruolo che prima stava sparendo e poi si è evoluto con l'arrivo di giocatori utilizzabili in due posizioni per tecnica e dinamismo, quindi moderni. Tuttavia ad Ovest il ruolo ha toccato livelli di profondità interessanti con interpreti molto diversi tra loro. Marc Gasol e Rudy Gobert sono centri ambedue ma quanto sono differenti?


I CANDIDATI - Karl-Anthony Towns  (Minnesota), DeMarcus Cousins (Sacramento), Rudy Gobert  (Utah), DeAndre Jordan  (Clippers), LaMarcus Aldridge (San Antonio), Marc Gasol (Memphis), Anthony Davis (New Orleans), Nikola Jokic  (Denver). Qui le cifre.

Giocatore
Ppg
Rpg
Apg
St
%
%tl
L.Aldridge
17.5
7.5
2.3
1.0
49.5
81.5
D.Cousins
28.1
10.1
4.4
1.4
45.3
76.9
A.Davis
27.8
12.1
2.2
2.3
50.0
79.3
N.Jokic
15.5
8.5
4.0
0.8
59.3
81.7
R.Gobert
12.8
12.6
0.9
2.6
66.1
64.5
D.Jordan
12.6
14.0
1.1
1.8
69.0
51.4
M.Gasol
20.8
6.1
4.2
1.5
46.7
83.0
K.Towns
22.7
11.9
3.0
1.5
50.4
81.5


I RIM PROTECTORS - DeAndre Jordan e Rudy Gobert sono i centri più facili da considerare "puri". Nessuno dei due tira da fuori, tutti e due giocano stabilmente a centro area, tutti e due stoppano, intimidiscono, proteggono il ferro e convertono a rimbalzo d'attacco e in situazioni di pick and roll. Rischierebbero di diventare obsoleti se non avessero il dinamismo e la velocità per non dover soltanto "contenere" nelle situazioni difensive in cui gli avversari si abbassano come fa Golden State con Draymond Green da 5 e come fa Cleveland con Kevin Love.  Ma chi è il migliore? Quando Jordan è in campo i Clippers concedono appena 93 punti ogni 100 possessi; con Gobert, Utah ne concede 98. Ma i limiti di Jordan come attaccante (vedi tiri liberi) sono il motivo per cui i Clippers con lui in campo segnano 10 punti per 100 possessi in meno di quanti ne segnino i Jazz con Gobert. 
I COMBO - Karl-Anthony Towns a Minnesota parte da ala forte con Gorgui Dieng da centro. Ma se lo consideriamo un centro, è il più moderno e futuribile che ci sia assieme a Joel Embiid di Philadelphia. Towns può difendere ovunque, intimidisce e tira da fuori. È un giocatore totale. LaMarcus Aldridge è un ibrido. Gioca dentro e fuori. In attacco ha un range inferiore a quello di Towns, più limitato al gomito della lunetta, mentre non è un rimbalzista top. Quest'anno San Antonio lo accoppia in quintetto con David Lee, altro ibrido ma molto meno atletico soprattutto con l'avanzare degli anni.
I PLAYMAKERS - Marc Gasol è un giocatore polifunzionale. Ormai tira da tre come se la sua vita dipendesse da questo. In più è il miglior centro passatore della Lega. Nikola Jokic è il suo erede anche se tira meno bene dall'arco. Se Denver lo avesse promosso in quintetto prima, sottraendolo alla combinazione impossibile con Jusuf Nurkic, la sua stagione sarebbe stata addirittura memorabile non solo rivelatoria. Jokic però ha limiti difensivi importanti. Con lui ad ancorare la difesa Denver concede 110 punti ogni 100 possessi, il dato peggiore tra questi centri, ma in attacco segna 129 punti ogni 100 possessi, un numero che proiettato su una gara intera trasformerebbe i Nuggets (con Wilson Chandler e Danilo Gallinari alle ali) nella miglior squadra offensiva della Lega. DeMarcus Cousins può figurare sia qui che tra gli ibridi vista la poliedricità. Qualcuno potrebbe pensare di metterlo anche sotto, come fenomeno, che in effetti lo è, con tutti i suoi limiti temperamentali.
I FENOMENI - Anthony Davis: non a caso ormai gioca solo da centro attorniato di tiratori. Davis compete al top della Lega per punti, rimbalzi e stoppate. Può segnare correndo, al ferro e tirando dalla media senza disdegnare il tiro da tre. Quindi fa tutto al livello dei migliori. Probabilmente in una squadra più forte di quanto siano i Pelicans potrebbe tirare di meno, segnare di meno, alzare le percentuali. DeMarcus Cousins come Davis gioca in una squadra mediocre e il carico di responsabilità offensive che si accolla è eccessivo e grava sulle percentuali. Però rispetto a Davis, pur essendo meno difensore e intimidatore, è un passatore migliore e ha maggior “range”.
LE SCELTE - Con Aldridge o Towns (ma prenderei Towns) creerei una squadra più equilibrata visto che tra le quattro ali figurerebbe solo un vero power forward (Green) ma trovo impossibile dopo Davis non trovare posto per DeMarcus Cousins e almeno uno dei due Rim Protector. Ma quale? DeAndre Jordan perché prevale a rimbalzo, passa un po’ meglio la palla, ha vinto qualche partita in più con i Clippers nonostante gli infortuni a Griffin e Paul (anche Utah ha avuto la sua sequela di infortuni per la verità) ma è davvero una scelta sul filo di lana. L’alternativa sarebbe Marc Gasol ma il prezzo da pagare al suo tiro da tre è che a rimbalzo è il minimo in carriera. Per un centro dovrebbe contare.
MY WEST ALL-STAR TEAM
Quintetto: Russell Westbrook, James Harden, Kawhi Leonard, Kevin Durant, Anthony Davis.
Panchina: Damian Lillard, Stephen Curry, Chris Paul (sostituito da CJ McCollum per infortunio), Gordon Hayward, Draymond Green, DeMarcus Cousins, DeAndre Jordan.

lunedì 14 novembre 2016

Perché Anthony Davis resta incedibile

Nell'arco delle prime 10 gare della stagione solo nove giocatori prima di Anthony Davis avevano segnato almeno 300 punti, catturato 100 rimbalzi e distribuito 30 stoppate. Gli altri nove da Wilt Chamberlain a Kareem Abdul-Jabbar a Bob McAdoo a Shaquille O'Neal sono tutti nella Hall of Fame. I numeri di Davis ottenuti in una squadra da 50 vittorie stagionali gli garantirebbero il trofeo di MVP per acclamazione.

martedì 11 ottobre 2016

NBA Preview: l'ora della verità per Anthony Davis


Ho inserito Anthony Davis tra i giocatori attorno ai quali è possibile costruire una squadra da titolo NBA. Credo che il supporting cast dei Pelicans non sia ancora competitivo ma tutto comincia da Davis ed è innegabile che lui e la sua squadra vengano da una stagione molto negativa. Questa è la sua quinta nella NBA e anche se le aspettative devono essere realistiche, qualche progresso va mostrato.
Due anni  fa New Orleans conquistò un posto nei playoffs. Venne eliminata 3-0 da Golden State ma Davis si espresse al livello dei primi 3 o 4 giocatori del mondo ed era normale considerare lui e i Pelicans su una generica corsia di sorpasso. Tuttavia il coach Monty Williams venne avvicendato in favore di Alvin Gentry, un veterano reduce dal titolo con i Warriors da primo assistente di Steve Kerr. Gentry è rispettato negli ambienti NBA ma da capo allenatore non ha mai fatto molto. In ogni caso New Orleans ha compiuto diversi passi indietro, non è mai stata in corsa per i playoffs e soprattutto persino Davis è regredito.

venerdì 7 ottobre 2016

NBA Preview: chi può vincere veramente oltre ai Warriors?


Ogni squadra viene analizzata nei dettagli fino all'ultimo giocatore del roster, vivisezionata. Ma nella NBA la realtà è molto semplice. Per identificare chi possa davvero vincere il titolo NBA è sufficiente considerare le squadre che allineano uno dei primi tre-quattro giocatori della Lega. Quasi sempre uno dei primi due. Lo dice la storia. Guardate dal 1991 ad oggi quante volte questa regola è stata disattesa. Al massimo tre o quattro volte forse solo una.