martedì 8 novembre 2016

NBA WEEK 2: Knicks, Ray Allen, Mutombo, Westbrook, Kemba ecc


Ritengo che i New York Knicks non saranno molto diversi da quelli delle prime partite. Possono andare a Chicago e vincere in modo convincente salvo perdere due giorni dopo in casa contro Utah (della quale ci sarebbe molto da dire). Il problema panchina – altra squadra afflitta dallo stesso difetto è Houston – è enorme. 

lunedì 7 novembre 2016

NBA WEEK 2/c: tutti dietro Westbrook e il Curry "normalizzato"

NBA WEEK 2/b: lo Shot di Michael Jordan migliore di Ray Allen, Cleveland numero 1




La tripla con cui Ray Allen salvò il titolo di Miami nel 2012 va considerata il più grande canestro nella storia della Finale? Uno dei più grandi certamente. Senza quel canestro Miami non avrebbe vinto il titolo ma è vero che dopo quel canestro si è giocata una gara 7 che gli Heat hanno vinto. Personalmente ritengo più importante la tripla risolutiva di Kyrie Irving nell'ultima finale. È stata quella del titolo. Basta. Altri canestri decisivi in finale?

NBA WEEK 2/a: i Knicks e il numero 55 di Dikembe Mutombo




Ritengo che i New York Knicks non saranno molto diversi da quelli delle prime partite. Possono andare a Chicago e vincere in modo convincente salvo perdere due giorni dopo in casa contro Utah (della quale ci sarebbe molto da dire). Il problema panchina – altra squadra afflitta dallo stesso difetto è Houston – è enorme. 

venerdì 4 novembre 2016

Golden Times:da Dell Curry a Stephen Curry, l'arte del tiro




Dell Curry aveva quattro sorelle. Tutte più grandi di lui. Trovava una via di fuga quando rimaneva fuori di casa e il suo allenatore al liceo lo ospitava nella propria… stalla. E’ una storia nota. Curry veniva da Harrisonburg in Virginia e aveva il canestro nel sangue. La tecnica giusta, il gomito posizionato perfettamente a formare una elle con l’avambraccio. Il rilascio perfetto. Dell Curry era un tiratore nato ma non si accontentava di esserlo. No. Dell Curry percorreva i 15 minuti che lo separavano dalla casa in cui viveva il suo coach a Fort Defiance High School. C’era un canestro appeso nella stalla. Dell aveva il permesso di rimanere lì e tirare all’infinito. L’obiettivo di ogni giorno era segnare 500 canestri. “Ma il bello è che potevo andarci con qualunque tempo e a qualunque ora. La stalla era sempre aperta”, racconta. Talento, istinto, tecnica e lavoro. Dell Curry sarebbe diventato uno dei più grandi tiratori di tutti i tempi.

martedì 1 novembre 2016

NBA Notes: i nuovi ricchi Adams, Gobert e non solo...




Il 31 ottobre è sempre l’ultimo giorno in cui i giocatori della classe dei rookie di quattro anni prima possono firmare un’estensione con la squadra che li ha scelti. Se non lo fanno, a fine stagione, diventano “Restricted Free-Agent”: dal momento che la loro squadra continua a detenerne i cosiddetti “Bird Rights” il rischio di perdere il giocatore non è altissimo perché esiste sempre la possibilità di pareggiare l’offerta. Ma con un mercato imprevedibile come quello attuale non è mai prudente trovarsi nella condizione di dover pareggiare un’offerta. Oppure no?

Come nacque la "Linsanity"




Con il senno di poi ha perfettamente senso che la più incredibilmente rapida ascesa dal nulla a fenomeno globale – con ridiscesa sul pianeta Terra ma comunque sempre nel regno dei milionari dei canestri della NBA – sia andata in scena nella più incredibile città del mondo. Nell’inverno del 2011, un playmaker di origini taiwanesi, fresco di laurea ad Harvard, università tra le più note al mondo ma non certo per la produzione di giocatori di basket, Jeremy Lin aveva già raggiunto un accordo con la squadra italiana di Teramo. Era in corso il lock-out e Lin pensò che quella fosse la sua strada.

lunedì 31 ottobre 2016

NBA WEEK: Westbrook stratosferico, i rookie di Toronto, Avery Bradley



Russell Westbrook è una minaccia di tripla doppia costante. In tre partite ha segnato 116 punti, ha realizzato due triple doppie e ne ha sfiorata una seconda. Sì, sta viaggiando in tripla doppia media e lo sta facendo segnando oltre 38 punti a partita. Anche se il calendario l'ha aiutato. Anche se i Thunder mercoledì prossimo giocheranno a Los Angeles contro i Clippers e poi ci sarà la madre di tutte le partite. Westbrook contro Durant. Giovedì a Oakland. E dopo sarà più facile fare i conti. Per ora sono spaventosi. Le statistiche ricordano anche che è sempre stato primo o secondo nella NBA in punti segnati in contropiede per gara in ognuna delle ultime quattro stagioni. E che praticamente senza Durant in campo due anni fa segnò oltre 30 punti di media. Promette di fare di più questa volta.

sabato 29 ottobre 2016

Golden Times: gli Eroi del 1975



Nel 1974 i Warriors non riuscirono neppure a qualificarsi per i playoffs. Le ultime scelte dal draft si erano rivelate fallimentari e molte di esse avevano preferito i soldi facili della ABA. Nei mesi precedenti, Cazzie Russell, un veterano con tanti punti nelle mani che aveva giocato nei Knicks, lasciò la squadra per andare ai Lakers. Nate Thurmond, l’uomo franchigia, la montagna nera dei rimbalzi era stato scambiato a Chicago. I Warriors non stavano ricostruendo perché all’epoca il concetto non esisteva e poi avevano con il numero 24 Rick Barry. Nel 1972 era tornato dai quattro anni di esilio nella ABA ed era al top della condizione. “Mi accorsi fin dal training camp che – contro tutti i pronostici - avevamo una squadra speciale”, disse Barry che tra l’altro trovò subito grande feeling con il nuovo centro giunto da Chicago, Clifford Ray. Sarebbe diventato un suo grande amico.

venerdì 28 ottobre 2016

NBA Notes: Atlanta sta riscoprendo Tim Hardaway jr.


Tim Hardaway jr. ha avuto una carriera universitaria abbastanza buona a Michigan da permettergli di entrare nella NBA dal primo giro. Ha fatto tre anni da protagonista accanto a Trey Burke. Ai tempi lui e Burke erano il miglior back-court a livello di college. È stato anche primo quintetto della Big Ten nel 2013 e dopo aver segnato 12 punti contro Louisville perdendo la Finale NCAA si è dichiarato in anticipo per i draft NBA. E New York l’ha chiamato al 24.

giovedì 27 ottobre 2016

NBA Notes: Trust the Process, Joel Embiid alla Michael Jordan



E’ come se i Philadelphia 76ers potessero schierare nella stessa stagione due “numeri 1” del draft. Joel Embiid non lo è stato solo perché i problemi fisici (piede destro) che gli avrebbero fatto saltare due intere stagioni erano stati interpretati come “terrorizzanti” ovviamente. In realtà con Ben Simmons fermo per infortunio alcuni mesi, i Sixers devono “accontentarsi” di vedere in campo solo Embiid. Ma è un bel vedere.

mercoledì 26 ottobre 2016

Golden Times: c'erano una volta i Philadelphia Warriors



In origine erano i Philadelphia Warriors ovviamente parte di una NBA primordiale nella quale la costa occidentale poteva tranquillamente essere equiparata a Marte per quel che contava. Wilt Chamberlain veniva da Philadelphia, dalla Overbrook High School e dopo aver lasciato l'università del Kansas e gli Harlem Globetrotters entrò nella NBA nella squadra che deteneva i suoi diritti territoriali come accadeva in un'epoca in cui un prodotto locale poteva in effetti spostare gli equilibri delle presenze sugli spalti. Chamberlain fece 100 punti in una sola gara. 

sabato 22 ottobre 2016

Golden Times: Steve Kerr Story



“Perché piangeva Lute Olson?” Il coach tutto d’un pezzo dell’università dell’Arizona, un duro, li aveva svegliati tutti di soprassalto nel cuore della notte. Olson era al primo anno da head coach e nessuno sapeva se avesse qualche trucco, qualche missione speciale nascosta nella manica. Era entrato nel dormitorio e aveva intimato a tutti i giocatori di vestirsi e andare nella stanza di Steve Kerr. Subito!

venerdì 21 ottobre 2016

NBA Preview: Portland l'emergente con Stotts al volante



Un anno fa i Portland Trail Blazers erano considerati una squadra in fase di totale ricostruzione dopo la dipartita fa free-agent del miglior giocatore della squadra e di uno dei veterani più affidabili. Ma la perdita di LaMarcus Aldridge e Wes Matthews ha permesso a Damian Lillard di diventare istantaneamente uomo franchigia e stella emergente della Lega. Lui e CJ McCollum formano adesso una delle combinazioni offensive più intriganti ed esplosive soprattutto guardando al potenziale.

giovedì 20 ottobre 2016

NBA Preview: JR Smith, altro esempio del potere di LeBron James


Qualcuno ricorderà quando LeBron James venne squalificato dal torneo statale dell'Ohio prima di andare nella NBA, reo di aver accettato alcune maglie sportive vintage a quei tempi molto in voga. Avevano un valore di 8 o 900 dollari totali. A procurargliele fu un ragazzino di Cleveland di nome Rich Paul. Dopo poco tempo, Paul è diventato l'agente di LeBron James e uno dei più potenti della Lega. Forse la seconda verità è una diretta conseguenza della prima.

mercoledì 19 ottobre 2016

Golden Times: il record inutile




I Chicago Bulls fecero il record nel 1996. Era l’anno del ritorno in campo, fin dalla preseason, di Michael Jordan dopo la parentesi discussa nel baseball. Vinsero 72 partite, ne persero 10. Poi nei playoffs ne persero tre, una contro i Knicks nella semifinale di conference e due in finale contro i Seattle Supersonics ma sul 3-0. Non ci fu mai un momento in tutta la stagione in cui il titolo dei Bulls apparve in dubbio.

martedì 18 ottobre 2016

NBA Preview: lo strano caso di Andrew Wiggins e dei Wolves

I Minnesota Timberwolves sono probabilmente una delle squadre più intriganti della nuova NBA. Succede quando sceglie come allenatore plenipotenziario uno dei coach più stimati della Lega, il guru della difesa Tom Thibodeau. E hai tre giocatori giovani e futuribili come Karl-Anthony Towns, Zach Lavine e Andrew Wiggins. Le aspettative sono enormi, esattamente come resta ancora enorme la possibilità di non fare i playoffs nella brutale Western Conference odierna.

lunedì 17 ottobre 2016

Golden Times: la storia del più bizzarro show cestistico moderno



I Golden State Warriors sono “The Most Entertaining Show on Earth”, il più grande, intrigante spettacolo cestistico sulla faccia della terra. Hanno conquistato la NBA con record, velocità, sicurezza e soprattutto con un gioco affascinante, costruito attorno ad uno dei giocatori più incredibili che si siano mai visti al mondo. E altrettanto velocemente hanno preso tutto questo, record, spettacolo, sicurezza e l’hanno gettato dalla finestra. E’ come se ogni squadra avesse davvero un DNA al quale è impossibile sfuggire. Può accadere ma non definitivamente. Non sarebbero i Warriors se dopo un titolo NBA vinto dopo 40 anni e il primato di ogni epoca di vittorie non avessero perso in casa, in gara 7, il secondo titolo, ritenuto per mesi scontato. Una bizzarra anomalia che anche nel momento del successo percorre la spina dorsale di una franchigia che è sempre stata anomala e bizzarra.

domenica 16 ottobre 2016

NBA Preview: lo scambio Carter-Williams per Snell


Milwaukee cede Michael Carter-Williams a Chicago in cambio di Tony Snell. E' una mossa abbastanza sorprendente perché MCW è uomo da doppia cifra media in tre anni consecutivi di NBA e anche se non è progredito come si sperava resta un giocatore NBA affidabile. Naturalmente ci sono cose di lui che fanno meditare: è stato rookie dell'anno a Philadelphia ma questo non gli ha impedito di essere ceduto abbastnza presto ai Bucks. Philly, sotto il regime di Sam Hinkie, guardava "solo" al futuro e riteneva MCW un giocatore buono ma non così buono da costuirci un futuro. I Bucks avevano altre aspettative ma poi gli è scoppiato in mano Antetokoumnpo, The Greek Freak. Quando la primavera scorsa, Jason Kidd ha annunciato che sarebbe stato il greco il point-man del futuro per Carter-Williams è suonata la condanna. Dopodiché si è fatto male Khris Middleton e Milwaukee - che in questa stagione vuole fare i playoffs pur essendo la squadra del futuro - è tornata sul mercato. Sacrifica un giocatore però affidabile, una polizza assicurativa, per uno che intriga per il potenziale offensivo ma meno sviluppato.

sabato 15 ottobre 2016

NBA Preview: la carriera incompiuta di Carmelo Anthony


Carmelo Anthony ha definito offensiva la sua collocazione come 13° miglior giocatore della NBA da parte della rivista di tendenza "Slam". Ma è davvaero una collocazione offensiva? Probabilmente no, conosco molta gente che non metterebbe mai, adesso, Carmelo Anthony tra i primi 15 della Lega e forse non lo convocherebbe per un'All-Star Game. In realtà è un giocatore individualmente fantastico, supremo realizzatore e probabilmente in grado di vincere - come ha fatto a livello internazionale - nel contesto giusto. Ma a 32 anni di età, la carriera professionistica di Carmelo si sta avviando verso la fase discendente rimanendo una colossale opera incompiuta.