Ci sono storie che finiscono bene anche quando finiscono male. Dobbiamo dare credito a Dwyane Wade e ai Miami Heat. Wade avrebbe dovuto finire la carriera a South Beach. Non è stato possibile ma il suo ritorno da avversario è stato gestito bene da tutti. Soprattutto dal pubblico riconoscente. Nella NBA è molto difficile che anche una star conclamata riesca a spendere tutta la carriera con la stessa squadra. Perché succeda è necessario uno sforzo collettivo. Il giocatore dovrebbe abbreviare la carriera, chiuderla uno o due anni prima.
Opinioni, analisi e i miei libri: il mondo del basket americano visto da me di Claudio Limardi
lunedì 14 novembre 2016
NBA WEEK 3/c: il ritorno di Dwyane Wade a Miami
Ci sono storie che finiscono bene anche quando finiscono male. Dobbiamo dare credito a Dwyane Wade e ai Miami Heat. Wade avrebbe dovuto finire la carriera a South Beach. Non è stato possibile ma il suo ritorno da avversario è stato gestito bene da tutti. Soprattutto dal pubblico riconoscente. Nella NBA è molto difficile che anche una star conclamata riesca a spendere tutta la carriera con la stessa squadra. Perché succeda è necessario uno sforzo collettivo. Il giocatore dovrebbe abbreviare la carriera, chiuderla uno o due anni prima.
NBA WEEK 3/b: il talento di Mister Steve Clifford
Move over Brad Stevens. Il coach emergente nella NBA non ha il look da enfant prodige (bravissimo davvero peraltro) dell'allenatore dei Celtics e nemmeno da divo di Hollywood alla Pat Riley prima maniera ma sta confezionando un'altra stagione superiore alle previsioni a Charlotte. Steve Clifford è la mossa migliore che Michael Jordan abbia mai fatto da proprietario degli Hornets.
Perché Anthony Davis resta incedibile
Nell'arco delle prime 10 gare della stagione solo nove giocatori prima di Anthony Davis avevano segnato almeno 300 punti, catturato 100 rimbalzi e distribuito 30 stoppate. Gli altri nove da Wilt Chamberlain a Kareem Abdul-Jabbar a Bob McAdoo a Shaquille O'Neal sono tutti nella Hall of Fame. I numeri di Davis ottenuti in una squadra da 50 vittorie stagionali gli garantirebbero il trofeo di MVP per acclamazione.
venerdì 11 novembre 2016
giovedì 10 novembre 2016
Golden Times: quando da Brooklyn arrivò Chris Mullin...
Nel 1985, l’ultimo draft
dell’era Mieuli portò a Oakland uno dei più grandi giocatori nella storia della
franchigia. Chris Mullin era stato giocatore dell’anno a St.John’s. Aveva le
chiavi della palestra, era legatissimo alla famiglia, la fidanzata Liz veniva
dallo stesso quartiere e tutto quello di cui aveva bisogno per stare bene era
un canestro, un pallone e una birra irlandese.
martedì 8 novembre 2016
NBA WEEK 2: Knicks, Ray Allen, Mutombo, Westbrook, Kemba ecc
Ritengo che i New York Knicks non saranno molto diversi da quelli delle prime partite. Possono andare a Chicago e vincere in modo convincente salvo perdere due giorni dopo in casa contro Utah (della quale ci sarebbe molto da dire). Il problema panchina – altra squadra afflitta dallo stesso difetto è Houston – è enorme.
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lunedì 7 novembre 2016
NBA WEEK 2/b: lo Shot di Michael Jordan migliore di Ray Allen, Cleveland numero 1
La tripla con cui Ray Allen salvò il titolo di Miami nel 2012 va considerata il più grande canestro nella storia della Finale? Uno dei più grandi certamente. Senza quel canestro Miami non avrebbe vinto il titolo ma è vero che dopo quel canestro si è giocata una gara 7 che gli Heat hanno vinto. Personalmente ritengo più importante la tripla risolutiva di Kyrie Irving nell'ultima finale. È stata quella del titolo. Basta. Altri canestri decisivi in finale?
NBA WEEK 2/a: i Knicks e il numero 55 di Dikembe Mutombo
Ritengo che i New York Knicks non saranno molto diversi da quelli delle prime partite. Possono andare a Chicago e vincere in modo convincente salvo perdere due giorni dopo in casa contro Utah (della quale ci sarebbe molto da dire). Il problema panchina – altra squadra afflitta dallo stesso difetto è Houston – è enorme.
venerdì 4 novembre 2016
Golden Times:da Dell Curry a Stephen Curry, l'arte del tiro
martedì 1 novembre 2016
NBA Notes: i nuovi ricchi Adams, Gobert e non solo...
Il 31 ottobre è sempre l’ultimo giorno in cui i giocatori della
classe dei rookie di quattro anni prima possono firmare un’estensione con la
squadra che li ha scelti. Se non lo fanno, a fine stagione, diventano “Restricted
Free-Agent”: dal momento che la loro squadra continua a detenerne i cosiddetti “Bird
Rights” il rischio di perdere il giocatore non è altissimo perché esiste sempre
la possibilità di pareggiare l’offerta. Ma con un mercato imprevedibile come
quello attuale non è mai prudente trovarsi nella condizione di dover pareggiare
un’offerta. Oppure no?
Come nacque la "Linsanity"
Con il senno di poi ha perfettamente senso che la più incredibilmente
rapida ascesa dal nulla a fenomeno globale – con ridiscesa sul pianeta Terra ma
comunque sempre nel regno dei milionari dei canestri della NBA – sia andata in
scena nella più incredibile città del mondo. Nell’inverno del 2011, un playmaker
di origini taiwanesi, fresco di laurea ad Harvard, università tra le più note
al mondo ma non certo per la produzione di giocatori di basket, Jeremy Lin
aveva già raggiunto un accordo con la squadra italiana di Teramo. Era in corso
il lock-out e Lin pensò che quella fosse la sua strada.
lunedì 31 ottobre 2016
NBA WEEK: Westbrook stratosferico, i rookie di Toronto, Avery Bradley
Russell Westbrook è una minaccia di tripla doppia costante. In tre partite ha segnato 116 punti, ha realizzato due triple doppie e ne ha sfiorata una seconda. Sì, sta viaggiando in tripla doppia media e lo sta facendo segnando oltre 38 punti a partita. Anche se il calendario l'ha aiutato. Anche se i Thunder mercoledì prossimo giocheranno a Los Angeles contro i Clippers e poi ci sarà la madre di tutte le partite. Westbrook contro Durant. Giovedì a Oakland. E dopo sarà più facile fare i conti. Per ora sono spaventosi. Le statistiche ricordano anche che è sempre stato primo o secondo nella NBA in punti segnati in contropiede per gara in ognuna delle ultime quattro stagioni. E che praticamente senza Durant in campo due anni fa segnò oltre 30 punti di media. Promette di fare di più questa volta.
sabato 29 ottobre 2016
Golden Times: gli Eroi del 1975
Nel 1974 i Warriors non
riuscirono neppure a qualificarsi per i playoffs. Le ultime scelte dal draft si
erano rivelate fallimentari e molte di esse avevano preferito i soldi facili
della ABA. Nei mesi precedenti, Cazzie Russell, un veterano con tanti punti
nelle mani che aveva giocato nei Knicks, lasciò la squadra per andare ai
Lakers. Nate Thurmond, l’uomo franchigia, la montagna nera dei rimbalzi era
stato scambiato a Chicago. I Warriors non stavano ricostruendo perché all’epoca
il concetto non esisteva e poi avevano con il numero 24 Rick Barry. Nel 1972
era tornato dai quattro anni di esilio nella ABA ed era al top della
condizione. “Mi accorsi fin dal training camp che – contro tutti i pronostici -
avevamo una squadra speciale”, disse Barry che tra l’altro trovò subito grande
feeling con il nuovo centro giunto da Chicago, Clifford Ray. Sarebbe diventato
un suo grande amico.
venerdì 28 ottobre 2016
NBA Notes: Atlanta sta riscoprendo Tim Hardaway jr.
Tim Hardaway
jr. ha avuto una carriera universitaria abbastanza buona a Michigan da
permettergli di entrare nella NBA dal primo giro. Ha fatto tre anni da
protagonista accanto a Trey Burke. Ai tempi lui e Burke erano il miglior
back-court a livello di college. È stato anche primo quintetto della Big Ten
nel 2013 e dopo aver segnato 12 punti contro Louisville perdendo la Finale NCAA
si è dichiarato in anticipo per i draft NBA. E New York l’ha chiamato al 24.
giovedì 27 ottobre 2016
NBA Notes: Trust the Process, Joel Embiid alla Michael Jordan
E’ come se i Philadelphia 76ers potessero schierare nella
stessa stagione due “numeri 1” del draft. Joel Embiid non lo è stato solo
perché i problemi fisici (piede destro) che gli avrebbero fatto saltare due
intere stagioni erano stati interpretati come “terrorizzanti” ovviamente. In
realtà con Ben Simmons fermo per infortunio alcuni mesi, i Sixers devono “accontentarsi”
di vedere in campo solo Embiid. Ma è un bel vedere.
mercoledì 26 ottobre 2016
Golden Times: c'erano una volta i Philadelphia Warriors
In origine erano i
Philadelphia Warriors ovviamente parte di una NBA primordiale nella quale la
costa occidentale poteva tranquillamente essere equiparata a Marte per quel che
contava. Wilt Chamberlain veniva da Philadelphia, dalla Overbrook High School e
dopo aver lasciato l'università del Kansas e gli Harlem Globetrotters entrò
nella NBA nella squadra che deteneva i suoi diritti territoriali come accadeva
in un'epoca in cui un prodotto locale poteva in effetti spostare gli equilibri
delle presenze sugli spalti. Chamberlain fece 100 punti in una sola gara.
sabato 22 ottobre 2016
Golden Times: Steve Kerr Story
“Perché piangeva Lute
Olson?” Il coach tutto d’un pezzo dell’università dell’Arizona, un duro, li
aveva svegliati tutti di soprassalto nel cuore della notte. Olson era al primo
anno da head coach e nessuno sapeva se avesse qualche trucco, qualche missione
speciale nascosta nella manica. Era entrato nel dormitorio e aveva intimato a tutti
i giocatori di vestirsi e andare nella stanza di Steve Kerr. Subito!
venerdì 21 ottobre 2016
NBA Preview: Portland l'emergente con Stotts al volante
Un anno fa i Portland Trail Blazers erano considerati una
squadra in fase di totale ricostruzione dopo la dipartita fa free-agent del
miglior giocatore della squadra e di uno dei veterani più affidabili. Ma la
perdita di LaMarcus Aldridge e Wes Matthews ha permesso a Damian Lillard di
diventare istantaneamente uomo franchigia e stella emergente della Lega. Lui e
CJ McCollum formano adesso una delle combinazioni offensive più intriganti ed
esplosive soprattutto guardando al potenziale.
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