lunedì 21 novembre 2016

NBA WEEK 4/c: il dramma confessato di Greg Oden

Greg Oden si è definito il più grande bidone nella storia dei draft NBA e ha aggiunto che la sua posizione peggiorerà ogni volta che Kevin Durant continuerà a giocare come sta facendo.

NBA WEEK 4/b: tutta la gioventù di Utah

Utah non ha una star conclamata nel proprio roster. Gordon Hayward gli somiglia molto ma non lo è ancora. Rudy Gobert non può essere una stella per il tipo di giocatore che è, un centro che protegge il ferro, un supremo difensore ma con limiti - tuttavia attenuati - come attaccante.

NBA WEEK 4/a: la giusta direzione dei Lakers di Walton

Negli ultimi tre anni i Los Angeles Lakers hanno vinto 65 partite, otto in meno di quelle vinte dai Golden State Warriors nella sola stagione scorsa. Ecco perché la discesa di Luke Walton da Oakland giù verso Los Angeles è stata mossa più sentimentale che cerebrale. A meno che Walton non sappia qualcosa delle sue qualità di allenatore che noi non sappiamo ancora.

sabato 19 novembre 2016

Golden Times: prima di Klay c'era stato Mychal Thompson



Prima di Klay Thompson, molto prima di lui, c’era stato Mychal Thompson, il padre, un centro di 2.08 che avrebbe giocato anche a Caserta, nato e cresciuto a Nassau, la capitale delle Isole Bahamas. Con la famiglia si trasferì presto negli Stati Uniti, a Miami. Fu qui che conobbe il basket e diventò una star. La sua squadra del liceo, Jackson High, vinse 33 partite a zero nel suo ultimo anno a scuola. Purtroppo, quattro starters incluso Thompson erano accademicamente non eleggibili, tutti provenienti da Cuba o dalle Bahamas. La stagione sarebbe stata invalidata. Per Thompson sarebbe diventato un tema ricorrente.

giovedì 17 novembre 2016

NBA Notes: Phil Jackson voleva colpire Riley non LeBron

Quando l'allenatore più vincente della storia (Phil Jackson) si concede al più grande strumento mediatico dei nostri tempi (ESPN), ad una giornalista di altissima qualità che ha alle spalle una storia di interviste a cuore aperto (Jackie McMullan) e parla in maniera controversa come gli è sempre capitato in passato del giocatore più forte e potente della generazione attuale  (LeBron James) è normale che si scateni l'inferno. Il bello è che probabilmente Jackson voleva colpire Pat Riley non LeBron.

martedì 15 novembre 2016

NBA WEEK 3: Clippers, Wade, Charlotte, Steve Clifford, Bozeman e altro

E se fosse l’anno buono, quello in cui i Los Angeles Clippers esprimono finalmente il loro potenziale da Superteam? Dopo tre settimane, sono la miglior squadra NBA, non hanno mai perso in trasferta e la sconfitta incassata dai Thunder è stata vendicata nell’ultimo weekend.

lunedì 14 novembre 2016

NBA WEEK 3/c: il ritorno di Dwyane Wade a Miami



Ci sono storie che finiscono bene anche quando finiscono male. Dobbiamo dare credito a Dwyane Wade e ai Miami Heat. Wade avrebbe dovuto finire la carriera a South Beach. Non è stato possibile ma il suo ritorno da avversario è stato gestito bene da tutti. Soprattutto dal pubblico riconoscente. Nella NBA è molto difficile che anche una star conclamata riesca a spendere tutta la carriera con la stessa squadra. Perché succeda è necessario uno sforzo collettivo. Il giocatore dovrebbe abbreviare la carriera, chiuderla uno o due anni prima.

NBA WEEK 3/b: il talento di Mister Steve Clifford



Move over Brad Stevens. Il  coach emergente nella NBA non ha il look da enfant prodige (bravissimo davvero peraltro) dell'allenatore dei Celtics e nemmeno da divo di Hollywood alla Pat Riley prima maniera ma sta confezionando un'altra stagione superiore alle previsioni a Charlotte. Steve Clifford è la mossa migliore che Michael Jordan abbia mai fatto da proprietario degli Hornets.

NBA WEEK 3/a: la superdifesa dei Los Angeles Clippers



E se fosse l’anno buono, quello in cui i Los Angeles Clippers esprimono finalmente il loro potenziale da Superteam? Dopo tre settimane, sono la miglior squadra NBA, non hanno mai perso in trasferta e la sconfitta incassata dai Thunder è stata vendicata nell’ultimo weekend.

Perché Anthony Davis resta incedibile

Nell'arco delle prime 10 gare della stagione solo nove giocatori prima di Anthony Davis avevano segnato almeno 300 punti, catturato 100 rimbalzi e distribuito 30 stoppate. Gli altri nove da Wilt Chamberlain a Kareem Abdul-Jabbar a Bob McAdoo a Shaquille O'Neal sono tutti nella Hall of Fame. I numeri di Davis ottenuti in una squadra da 50 vittorie stagionali gli garantirebbero il trofeo di MVP per acclamazione.

venerdì 11 novembre 2016

L'annuncio choc di 25 anni fa ma Magic è ancora qua!


25 anni fa Magic Johnson a 32 anni di età dovette ritirarsi. Con un annuncio choc dovette aprire uno squarcio violentissimo sulla sua vita privata. Si era appena sposato e la moglie Cookie era incinta. Magic era sieropositivo.

giovedì 10 novembre 2016

Golden Times: quando da Brooklyn arrivò Chris Mullin...



Nel 1985, l’ultimo draft dell’era Mieuli portò a Oakland uno dei più grandi giocatori nella storia della franchigia. Chris Mullin era stato giocatore dell’anno a St.John’s. Aveva le chiavi della palestra, era legatissimo alla famiglia, la fidanzata Liz veniva dallo stesso quartiere e tutto quello di cui aveva bisogno per stare bene era un canestro, un pallone e una birra irlandese.

martedì 8 novembre 2016

NBA WEEK 2: Knicks, Ray Allen, Mutombo, Westbrook, Kemba ecc


Ritengo che i New York Knicks non saranno molto diversi da quelli delle prime partite. Possono andare a Chicago e vincere in modo convincente salvo perdere due giorni dopo in casa contro Utah (della quale ci sarebbe molto da dire). Il problema panchina – altra squadra afflitta dallo stesso difetto è Houston – è enorme. 

lunedì 7 novembre 2016

NBA WEEK 2/c: tutti dietro Westbrook e il Curry "normalizzato"

NBA WEEK 2/b: lo Shot di Michael Jordan migliore di Ray Allen, Cleveland numero 1




La tripla con cui Ray Allen salvò il titolo di Miami nel 2012 va considerata il più grande canestro nella storia della Finale? Uno dei più grandi certamente. Senza quel canestro Miami non avrebbe vinto il titolo ma è vero che dopo quel canestro si è giocata una gara 7 che gli Heat hanno vinto. Personalmente ritengo più importante la tripla risolutiva di Kyrie Irving nell'ultima finale. È stata quella del titolo. Basta. Altri canestri decisivi in finale?

NBA WEEK 2/a: i Knicks e il numero 55 di Dikembe Mutombo




Ritengo che i New York Knicks non saranno molto diversi da quelli delle prime partite. Possono andare a Chicago e vincere in modo convincente salvo perdere due giorni dopo in casa contro Utah (della quale ci sarebbe molto da dire). Il problema panchina – altra squadra afflitta dallo stesso difetto è Houston – è enorme. 

venerdì 4 novembre 2016

Golden Times:da Dell Curry a Stephen Curry, l'arte del tiro




Dell Curry aveva quattro sorelle. Tutte più grandi di lui. Trovava una via di fuga quando rimaneva fuori di casa e il suo allenatore al liceo lo ospitava nella propria… stalla. E’ una storia nota. Curry veniva da Harrisonburg in Virginia e aveva il canestro nel sangue. La tecnica giusta, il gomito posizionato perfettamente a formare una elle con l’avambraccio. Il rilascio perfetto. Dell Curry era un tiratore nato ma non si accontentava di esserlo. No. Dell Curry percorreva i 15 minuti che lo separavano dalla casa in cui viveva il suo coach a Fort Defiance High School. C’era un canestro appeso nella stalla. Dell aveva il permesso di rimanere lì e tirare all’infinito. L’obiettivo di ogni giorno era segnare 500 canestri. “Ma il bello è che potevo andarci con qualunque tempo e a qualunque ora. La stalla era sempre aperta”, racconta. Talento, istinto, tecnica e lavoro. Dell Curry sarebbe diventato uno dei più grandi tiratori di tutti i tempi.

martedì 1 novembre 2016

NBA Notes: i nuovi ricchi Adams, Gobert e non solo...




Il 31 ottobre è sempre l’ultimo giorno in cui i giocatori della classe dei rookie di quattro anni prima possono firmare un’estensione con la squadra che li ha scelti. Se non lo fanno, a fine stagione, diventano “Restricted Free-Agent”: dal momento che la loro squadra continua a detenerne i cosiddetti “Bird Rights” il rischio di perdere il giocatore non è altissimo perché esiste sempre la possibilità di pareggiare l’offerta. Ma con un mercato imprevedibile come quello attuale non è mai prudente trovarsi nella condizione di dover pareggiare un’offerta. Oppure no?

Come nacque la "Linsanity"




Con il senno di poi ha perfettamente senso che la più incredibilmente rapida ascesa dal nulla a fenomeno globale – con ridiscesa sul pianeta Terra ma comunque sempre nel regno dei milionari dei canestri della NBA – sia andata in scena nella più incredibile città del mondo. Nell’inverno del 2011, un playmaker di origini taiwanesi, fresco di laurea ad Harvard, università tra le più note al mondo ma non certo per la produzione di giocatori di basket, Jeremy Lin aveva già raggiunto un accordo con la squadra italiana di Teramo. Era in corso il lock-out e Lin pensò che quella fosse la sua strada.

lunedì 31 ottobre 2016

NBA WEEK: Westbrook stratosferico, i rookie di Toronto, Avery Bradley



Russell Westbrook è una minaccia di tripla doppia costante. In tre partite ha segnato 116 punti, ha realizzato due triple doppie e ne ha sfiorata una seconda. Sì, sta viaggiando in tripla doppia media e lo sta facendo segnando oltre 38 punti a partita. Anche se il calendario l'ha aiutato. Anche se i Thunder mercoledì prossimo giocheranno a Los Angeles contro i Clippers e poi ci sarà la madre di tutte le partite. Westbrook contro Durant. Giovedì a Oakland. E dopo sarà più facile fare i conti. Per ora sono spaventosi. Le statistiche ricordano anche che è sempre stato primo o secondo nella NBA in punti segnati in contropiede per gara in ognuna delle ultime quattro stagioni. E che praticamente senza Durant in campo due anni fa segnò oltre 30 punti di media. Promette di fare di più questa volta.